Prendo le mosse da testi filosofici intorno al concetto di Cura come elemento ontologico-strutturante dell’essere umano, soprattutto in riferimento ai saggi di Luigina Mortari e di Aldo Giorgio Gargani, fonte di ispirazione di alto e ampio respiro, che mi accompagnano da lungo tempo. Riprendo alcune tematiche già adombrate dieci anni fa in forma di autobiografia medica e psicoanalitica (Tra due Vite. L’attesa, il trapianto, il ritorno, 2015, Giunti Editore). Prevedo conversazioni con medici, infermieri, psicoterapeuti cioè coloro che fanno della Cura il proprio statuto esistenziale e professionale.
Quel che vado a scrivere si presta, curiosamente, a essere tri-classificato. Sta sicuramente in Tracce (spunti personali), in Voce (riflessioni intorno al mondo della musica amatoriale) e anche in Cura per ciò che andrò mostrando: nessuna attività umana ha senso se non praticata con sensibile attenzione e cura …
Per iniziare il compito (quasi) impossibile di parlare di Cura, parto dalla fine, ossia da quelle ultime frasi che il filosofo Aldo Giulio Gargani ha scritto in un piccolo libro …