Prendo le mosse da testi filosofici intorno al concetto di Cura come elemento ontologico-strutturante dell’essere umano, soprattutto in riferimento ai saggi di Luigina Mortari e di Aldo Giorgio Gargani, fonte di ispirazione di alto e ampio respiro, che mi accompagnano da lungo tempo. Riprendo alcune tematiche già adombrate dieci anni fa in forma di autobiografia medica e psicoanalitica (Tra due Vite. L’attesa, il trapianto, il ritorno, 2015, Giunti Editore). Prevedo conversazioni con medici, infermieri, psicoterapeuti cioè coloro che fanno della Cura il proprio statuto esistenziale e professionale.
Cos’è la medicina di genere-specifica? Cosa vuol dire orientare la ricerca scientifica e la pratica clinica a considerare la differenza dei sessi come dato di studio? Una questione di carattere scientifico che è anche uno scottante tema culturale e politico. Siamo tutti coinvolti…
A sedici anni dal trapianto di fegato (e di altri interventi high tech) penso e mi arrovello intorno a un nodo centrale: chi sono Io? Di chi è il mio “corpo iper moderno” altamente medicalizzato? Mi appartiene? Rispondere è faccenda complessa…